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29.07.2010
Chi banalizza la cocaina ignora i danni sociali
Di don Chino Pezzoli

Non ho mai avuto dubbi che la droga, la cocaina soprattutto, fosse diffusa, diffusissima ovunque.

Non ho mai avuto dubbi che la droga, la cocaina soprattutto, fosse diffusa, diffusissima ovunque. Esagero? Non mi sembra se le indagini di questi giorni hanno evidenziato che non c’è ambiente immune dalla polvere bianca. La si spaccia persino in chiesa, un luogo sicuro dove gli sbirri non fanno perquisizioni. La si consuma tra una finta preghiera e un falso raccoglimento, sotto lo sguardo di qualche vecchietta che dopo aver acceso la candela osserva il nuovo devoto ed esclama: “Guarda come prega!”. Chi non crede a questa strage in atto e pubblica dati che attestano che i drogati sono diminuiti negli ultimi anni, si fermi a osservare che cosa succede nei bar, per strada, nei giardini pubblici, nelle sale cinematografiche e, se non fosse sufficiente, si chieda quanta cocaina entra nelle case degli insospettabili: medici, magistrati, industriali, cantanti, attori e professionisti in genere. Fabrizio Corona, che di mondo ne sa qualcosa, ha sottolineato che scandalizzarsi di ciò che è avvenuto nella discoteca dei vip è solo ipocrisia, atteggiamento difensivo. La cocaina, secondo il fotoreporter, c’è dappertutto. Aggiungo, non vedere lo spaccio e il consumo, è una strategia per depistare da sé i sospetti. Basterebbe interrogare i nostri ragazzi e adulti in Comunità per saperne di più. Loro sanno dove si compera la cocaina, da chi, a quale prezzo e la qualità della stessa. Se chiedo loro il perché si usa questa sostanza, la risposta più comune è la seguente: “Ti fa sentire immediatamente diverso, forte, capace di affrontare tutte le situazioni, esci dall’anonimato, ma soprattutto sei un dio”. Quale dio poi si diventa con alcune strisce di cocaina, lascio al lettore immaginare. Io mi limito ad evidenziare, non tanto i danni alla salute del consumatore che ormai conosciamo a mena dito per l’informazione scientifica e psichiatrica alla portata di tutti, quanto i danni sociali causati da persone drogate, squilibrate. Ci troviamo di fronte a una popolazione giovanile e non, che pensa e agisce sotto l’effetto di una sostanza stupefacente che modifica la relazione, le emozioni, le attese, i sentimenti. Spesso siamo di fronte a una persona “rifatta psicologicamente” che può illuderti, deluderti, aggredirti improvvisamente, compromettere i risultati familiari, aziendali, lavorativi, professionali ottenuti attraverso il tempo, i sacrifici. Incappi in una persona a cui hai affidato le tue cure mediche, la tua difesa legale, i tuoi risparmi, ma soprattutto la tua fiducia che ti tradisce, ti manda in rovina. L’uso di questa sostanza eccitante che compromettente l’equilibrio, ti mette in condizione di non sapere con chi passi la serata e scambi alcune effusioni affettive. Non solo. Imbocchi l’autostrada per recarti al mare o in montagna con la tua famiglia e rimani travolto in un incidente da un imbecille che ha fatto il “pieno” di cocaina prima di partire. Se per questo tossico qualcuno finisce al cimitero invece che in una stazione balneare, c’è poco da tollerare, da banalizzare il problema … Per il bene sociale e soprattutto per l’incolumità del cittadino occorrono controlli a tappeto, accertamenti immediati, specie sulle autostrade, sulle strade provinciali e luoghi di divertimento dove i cocainomani s’ammassano, spingono, calpestano. Ho un dubbio e lo esprimo. Forse sono bastati un centinaio di cocainomani tra la folla di Duisburg in Germania alla “Love Parade” per causare quella tragedia: la morte di 21 ragazzi e decine di feriti…


Da “Il Giornale” del 29/07/2010

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