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08.12.2010
Piano socio sanitario area Dipendenze 2011
L’uso di droga interessa tutti gli strati sociali

Il fenomeno del consumo e dell’abuso di droga presenta oggi a tutti i livelli elementi di complessità e di novità che si collocano all’interno del continuo e rapido mutamento dello scenario socio-culturale e delle condizioni di vita.
La diffusione di droghe e dei fenomeni di uso e abuso di sostanze lecite o illecite è il risultato di complessi eventi dinamici fortemente correlati ai mutamenti del contesto sociale che incidono profondamente sui comportamenti di consumo e sugli stili di vita.
L’attuale mercato delle droghe e delle sostanze d’abuso ha rotto i confini del disagio e dell’emarginazione per rivolgersi trasversalmente ad ampie fasce di popolazione. L’uso di droga interessa tutti gli strati sociali; l’uso attuale di sostanze “performanti” (cocaina, anfetamine, ecc) è, infatti, più compatibile con la vita quotidiana, anche lavorativa e, di conseguenza, vi è una minore percezione del rischio. Alcune sostanze (cannabis, cocaina) poi, sono percepite, in particolare dalle persone più giovani, come innocue, come accade per l’alcol. In Lombardia sempre più ampi segmenti di popolazione sono direttamente coinvolti in una dimensione sociale e culturale che non solo non ostacola e argina il fenomeno, ma lo normalizza all’interno di una “diffusa tolleranza” dell’uso di droghe, legali e illegali, differenziato secondo il contesto e della necessità di ogni singolo individuo.

Il fenomeno dei consumi di sostanze, nella sua necessaria differenziazione tra uso, abuso e dipendenza, chiede quindi di superare le logiche tradizionali che hanno sin qui accompagnato lo sviluppo dei servizi introducendo, in particolare per i giovani consumatori, modelli di contrasto più aderenti ai nuovi bisogni.
Le evidenze rilevano che il problema ha assunto caratteri di tipo intergenerazionale e interculturale e che, pertanto, richiede un approccio sistemico, capace di intervenire e modificare le relazioni e le interazioni tra individui di diverse età, provenienze, status socio-economico e appartenenza culturale.
Gli stili di vita delle persone, per essere modificati, hanno bisogno di interventi sia a livello individuale sia per gruppo di appartenenza, e - per essere mantenuti - richiedono un sostegno culturale diffuso nell’ambiente di riferimento. Occorre pertanto, per la tutela della salute, costruire un approccio che consideri i soggetti in costante interazione con il proprio ambiente di vita e che permetta di promuovere cambiamenti significativi rispetto ai fattori di rischio e di disagio, potenziando e sviluppando le risorse esistenti nei contesti e negli individui.

L’azione preventiva, realizzata secondo modelli riconosciuti e validati a livello internazionale, deve dunque essere estesa, in un’ottica sistemica, a tutti gli ambiti e i contesti di vita, quali per esempio la famiglia, il territorio, le comunità, le scuole, i luoghi di lavoro, le aggregazioni informali, i luoghi del divertimento, ecc. Ciò consente di sviluppare una strategia complessiva di intervento verso comportamenti e stili di vita individuali e collettivi e di promuovere azioni di contrasto al diffondersi di atteggiamenti “di tolleranza” verso l’uso di droghe, legali e illegali, a favore di una maggiore responsabilità, delle persone e delle comunità, nella tutela della propria salute.
Occorre, quindi, stabilizzare e migliorare l’offerta preventiva in ogni ordine e grado scolastico adottando e diffondendo standard di qualità per gli interventi.
L’aggregazione giovanile, al pari della Comunità, è luogo di confronto e di acquisizione di responsabilità.

Azioni previste a carico delle ASL per l’anno 2011:
• portare a completamento la costituzione del Dipartimento gestionale delle dipendenze anche con la composizione degli Organi del Dipartimento previsti;
• predisporre, su proposta della Direzione Sociale, il Piano locale per la prevenzione delle dipendenze, comprendente le priorità per il biennio, le tipologie di intervento, le azioni da attuare ecc., in coerenza con le indicazioni contenute nelle Linee Guida regionali per la prevenzione delle dipendenze e coinvolgendo i diversi soggetti gestori di unità d’offerta del sistema dipendenze del proprio territorio;
• attuare, nel territorio di ciascuna ASL, i Programmi Preventivi Regionali con particolare riferimento all’ambito scolastico.

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